Clarinettofilìa


Robert Schumann (1810-1856)

  • Romanze op.94
    Nicht schnell
    Einfach, innig
    Nicht schnell

 

Robert Muczynski (1929-2010)

  • Time Pieces op.43

 

Giovanni Mattaliano (1969)

  • Zeta World per clarinetto solo

 

***

 

Gioachino Rossini (1792-1868)

  • Introduzione, Tema e variazioni

 

Nicolas Baldeyrou (1979)/Pablo de Sarasate (1844-1908)

  • Carmen Phantasie

 

Eugène Bozza (1905-1991)

  • Bucolique

 

Donato Lovreglio (1841-1907)/Giuseppe Verdi (1813-1901)

  • Fantasia da Traviata

Kevin Spagnolo

Vincitore del Primo Premio del prestigioso concorso di Ginevra nel 2018 a soli 22 anni, Kevin Spagnolo (1996) è considerato uno dei più giovani e talentuosi artisti della sua generazione.
Già vincitore di molti altri concorsi nazionali ed internazionali, tra cui il Concours Internationale de Clarinette “Jacques Lancelot” e Ghent International Clarinet Competition, Kevin si esibisce in tutta Europa in recitals con pianoforte, da solista con orchestra e in gruppi di musica da camera, con quartetto e con altri strumenti a fiato.
Kevin inizia a studiare il clarinetto all’età di otto anni al Conservatorio di Lucca, dove si diploma nella classe di Remo Pieri nel 2013, con il massimo dei voti e menzione d’onore. Successivamente si perfeziona con Carlo Failli e Fabrizio Meloni. Nel 2015 inizia il Master con Romain Guyot al Conservatorio di Ginevra, dove successivamente completa anche il Master Solist nel 2019.
Ha suonato in recitals e vari festival con Carlos Sanchis-Aguirre, Chloe Ji-yeong Mun, Theo Fouchenneret, Quatour Voce, nel Festival di Montpellier, Jeunes Talents a Parigi, Concerts d’été de Saint Germain a Ginevra, Festival de les Haudères e molti altri.
Si è esibito da solista con L’Orchestra de Aguascalientes, Orchestre de la Normandie a Rouen, Orchestre de Chambre de Genève,
Bruxelles Philharmonic, Orchestra del Teatro Mariinsky a San Pietroburgo.
Dal 2019 Kevin suona come primo clarinetto alla Swedish Chamber Orchestra, con direttore stabile Martin Fröst.
Durante i suoi studi Kevin ha avuto esperienze da primo clarinetto con orchestre come: Orchestra Regionale Toscana, Teatro San Carlo di Napoli, Malmö Symphony Orchestra, Leonore, ed in orchestre giovanili quali Verbier Festival, Gustav Mahler Jugendorchester, Orchestra Giovanile Italiana. È stato diretto da Valery Gergiev, Christopher Eschenbach, Juraj Valcuha, Marc Soustrot, Martin Sieghart, Herbert Blomstedt, Simon Rattle, Gábor Tákacs Nagy, Esa-Pekka Salonen, Charles Dutoit, tra gli altri.
Con un controllo eccezionale dello strumento, Kevin Spagnolo è conosciuto per la sua spontaneità e ricerca della libertà, spingendo le sue abilità ai limiti del possibile. Curioso ed assetato di musica, cercando di condividere le sue emozioni con il pubblico, affronta e ricerca sempre nuovi repertori, come dimostrato dalla sua recente passione per la musica da camera e klezmer.

Io e Carlos vi proponiamo un programma diviso in due parti: nella prima parte affronteremo un repertorio vario accomunato dal senso del “tempo”, che culmina con un breve brano di un mio amico compositore, mentre nella seconda parte ci dedicheremo ad un repertorio virtuosistico e movimentato.
Le Romanze op.94 di R. Schumann furono scritte originariamente per oboe e hanno un carattere intimo e melanconico. Si tratta di tre romanze con caratteri contrapposti (Nicht schnell; Einfach, innig; Nicht schnell), che si raccontano attraverso un armonioso intreccio tra il clarinetto (o un altro strumento) e il pianoforte, e con differenti cambiamenti di dinamica e ritmo all’interno delle stesse.
Il tempo, a tratti, sembra quasi non esistere più, e i vari colori creano un vasto paesaggio romantico e melanconico, interrotto da contrasti sonori e ritmici, tipici del compositore.
I Time Pieces di R. Muczynski hanno un carattere molto ritmico, cadenzato da accenti e figurazioni particolari. Interessanti melodie ad intreccio tra clarinetto e pianoforte caratterizzano i vari movimenti, che risultano divisi in vari frammenti e parti micro-narrative, e rendono evidente la natura postmoderna del compositore. Nell’opera troviamo molte strutture poliritmiche, parti parlate contrastate immediatamente dopo da altre che fungono da “motore”, ostinati e motivi sincopati.
Zeta World di G. Mattaliano è un breve brano movimentato per clarinetto solo, di natura jazz, con un ritmo particolarmente incalzante e quasi ipnotico nella parte iniziale, ed una sfaccettatura dominante e divertente nella parte finale.
Introduzione, Tema e variazioni per clarinetto e pianoforte di G. Rossini è basato sul tema della cavatina “Oh quante lacrime” nell’ opera “La donna del Lago”.
Non sappiamo a chi può essere attribuita questa composizione, ma lo stile del lavoro ha un carattere molto rossiniano. L’introduzione presenta molti parallelismi con alcune lente sinfonie di alcune opere, e nelle variazioni il clarinetto presenta tipiche scale virtuosistiche e brillanti, interrotte solo dalla variazione in tono minore.
Il clarinetto viene mostrato per tutte le sue qualità: la cantabilità nell’introduzione, i virtuosismi nelle variazioni e i differenti colori nella variazione in tono minore.
Carmen Phantasie, arrangiata da N. Baldeyrou, è una fantasia su alcuni temi dell’opera Carmen di Bizet, di cui già era stata composta una fantasia per violino dal grande violinista e compositore Pablo de Sarasate.
Per questa fantasia sono stati usati quattro temi principali: l’entr’acte, il famoso “L’amour est un oiseau rebelle”, “Pres de remparts de Seville”, “Les triangles des sistres tintaient”.
Qui il virtuosismo arriva quasi al limite del possibile, in un clima spagnoleggiante e seducente, e i vari passaggi “pericolosi” fanno sì che le variazioni siano brillanti e movimentate.
Bucolique di Eugène Bozza è stato composto nel 1949 ed era un brano da eseguire per il concorso di ammissione al conservatorio CNSM de Paris, il più importante conservatorio in Francia. Espressiva e difficile tecnicamente, questa composizione risultava estremamente complessa, e quindi era una vera sfida per gli esecutori e concorrenti dell’epoca, che dovevano riuscire ad essere espressivi e a rispettare tutti i colori proposti dal compositore, e allo stesso tempo dovevano cercare di sbagliare il meno possibile! Tuttavia non è solamente un esercizio di virtuosismo, ma un brano da concerto, presentando bellissime parti cantabili e calme, dove l’esecutore può trasmettere l’impressionismo musicale composto dalle varie sfumature possibili.
La Fantasia su temi della Traviata di Lovreglio è una fantasia con variazioni tecniche ed espressive, su temi dell’opera di Giuseppe Verdi. Qui il clarinetto “canta” le varie arie scelte e proposte da Lovreglio, e successivamente piroetta e danza attraverso le variazioni, che rendono il tema ben distinguibile in mezzo alle varie scale e figure ritmiche differenti.
Questa Fantasia è una delle più belle, scritte per clarinetto, con temi ripresi dalle arie più significative e toccanti della Traviata, come ad esempio il famoso “Libiamo ne’ lieti calici” e “Amami Alfredo”, e termina con un gran finale esplosivo e divertente.

a cura di Kevin Spagnolo